PECHINO – Dopo un solo figlio per famiglia, adesso le autorità di Pechino hanno deciso di estendere la regola anche per i cani. Non più di un cane per famiglia, quindi, e di piccola taglia: queste le nuove disposizioni emanate dal Comune di Pechino, con la motivazione dichiarata di arrestare la propagazione della rabbia. In agosto migliaia di randagi erano stati uccisi, ma ciò non era bastato per debellare il contagio, tanto che in settembre 318 cittadini della capitale cinese sono morti.
La polizia farà applicare le nuove disposizioni da giovedì prossimo e proibirà qualsiasi cane di altezza superiore a 35 centimetri, tranne quelli per non vedenti e disabili. I contravventori sono puniti con ammende fino a 5.000 yuan (circa 500 euro).
Lo slogan ”un cane per famiglia” rievoca un motto degli anni ‘70 che si riferiva invece ad ”un figlio per famiglia”: un’imposizione destinata a contenere la crescita demografica del Paese e a combattere la povertà, il sottosviluppo e l’analfabetismo. Una misura che aveva avuto però un costo umano altissimo, in termini di milioni di aborti ed anche di assassini di neonati. Fu una legge accolta dolorosamente dalla popolazione cinese che invece si mostra piuttosto favorevole al contenimento dei cani domestici.