Data riferita alla pubblicazione che non coincide con la reale data di scrittura dell’articolo
Ieri pomeriggio il presidente dell’associazione rumeno-giapponese è stato attaccato da un cane di fronte al palazzo del Governo, a Bucarest.
Raggiunto all’arteria femorale, l’uomo è morto dissanguato, nonostante la vicinanza ai maggiori ospedali della capitale. Non ci sono certezze che si sia trattato di un cane randagio, ma ciò che è successo è bastato a scatenare di nuovo una caccia senza regole e una psicosi collettiva.
Mentre vi scrivo (sono le ore 23.30), tutte le tv dedicano reportage e lunghi servizi a quanto è avvenuto. Le associazioni partecipano ai dibattiti in diretta con attori e rappresentanti delle associazioni. I sondaggi si susseguono: volete che vengano uccisi i cani randagi oppure no?
Il sindaco di Bucarest in accordo con l’organo che gestisce i canili municipali ha immediatamente predisposto misure di emergenza: i cani catturati trascorreranno solo 3 giorni, e non due settimane, nei canili pubblici (dove già venivano uccisi dai 100 ai 200 cani al giorno, in base alle dichiarazioni ufficiali dell’amministrazione); potrà essere rivendicato un solo cane per persona, e se verrà trovato per strada, verrà applicata una multa di 20 milioni di lei, circa 500 euro. Ieri sera tutti i cani di fronte al palazzo del governo sono stati catturati e probabilmente uccisi. La tv ha mostrato tutto il giorno immagini atroci di cani presi al lazzo e strozzati per essere messi sulle camionette degli accalappiacani.
Molti sanguinavano. Le gabbie di Chiajna e Pallady sono stracolme. E mentre il sindaco e i rappresentanti delle istituzioni rassicurano la popolazione sul fatto che le eutanasie vengono svolte correttamente, testimoni con cui abbiamo parlato in questi giorni, dipendenti dell’azienda pubblica di incenerimento dei cadaveri, ci hanno raccontato di cani che sulla pedana dell’inceneritore si alzano e iniziano ad urlare a causa delle eutanasie fatte in modo parziale e senza verifica dell’effettivo decesso.