Archive for March, 2006

Cani Bucarest, sul blog normalità ristabilita

Monday, March 13th, 2006

Per fortuna siamo riusciti a recuperare tutti gli articoli che ci arrivano dalla Romania e ripubblicarli. Come saprete li avevamo persi a causa di un problema sui server. Comunque ora li abbiamo recuperati, la normalità è ristabilita, la categoria riaperta.

Vogliamo ringaziare ancora una volta tutti i volontari, i dottori e Sara Turetta che ci scrivono e ci permettono di pubblicare i loro racconti ma ancor prima per l’enorme lavoro che svolgono in Romania.

Grazie, aspettiamo ancora vostre notizie

8 Febbraio 2006 – L’Ambasciatore di Italia in Romania al rifugio italiano di Cernavoda

Monday, March 13th, 2006

L’Ambasciatore d’Italia in Romania, Daniele Mancini, e la sua consorte hanno visitato nella giornata di ieri il rifugio di Cernavoda gestito da Save the Dogs in collaborazione con la svizzera ATRA e la svedese Hundhjalpen.
Sono stati accompagnati dal Sindaco di Cernavoda George Hansa e dal Direttore dell’Ansaldo di Bucarest Giovanni Villabruna.

La visita si e’ svolta in un clima amichevole e, dopo un breve colloquio con l’ambasciatore, George Hansa ha ribadito il suo sostegno al nostro programma di sterilizzazione ma ha altresì auspicato una soluzione a livello provinciale, regionale e nazionale del problema del randagismo canino in Romania. Dello stesso avviso l’Ambasciatore Mancini, che si è complimentato con il Primo Cittadino per la coraggiosa scelta controcorrente e ha promesso all’Amministrazione il proprio sostegno in questo ed in altri settori della vita pubblica.

Save the Dogs e tutti i sostenitori di questo progetto sono grati all’Ambasciatore e a sua moglie per la loro preziosa presenza a Cernavoda in un momento cosi’ delicato e determinante, a livello politico, per il destino di centinaia di migliaia di esseri viventi in Romania. Nei giorni scorsi, infatti, in seguito ad un tragico incidente che ha visto morire un uomo morso da un randagio a Bucarest, si e’ assistito ad un’accelerazione delle catture e delle uccisioni, che continuano incessantemente dal 2001 in tutto il paese.
Grazie anche al Sindaco Hansa per l’incessante impegno al nostro fianco in questi tre anni. Cernavoda, con la sua politica a favore dei diritti degli animali, puo’ considerarsi gia’ parte dell’Unione Europea ed esempio luminoso per tutte le citta’ della Romania.

Sara Turetta
Presidente Save the Dogs
In Italia +39 3206521564
In Romania +40 721612987
www.canibucarest.it

Le autorità rumene ad un bivio: aiutiamoli a decidere

Monday, March 13th, 2006

Cari amici,
ho chiesto al Sindaco di Bucarest di ricevermi, insieme alla rappresentante di un’altra associazione, per presentargli i risultati del lavoro di Cernavoda, l’unica città della Romania, insieme a Oradea e Pitesti, dove si è applicato il sistema di sterilizzare e rilasciare.
Per far vedere al sindaco quanto il progetto sia sostenuto, vi prego di inviare questo testo via mail agli indirizzi che vi indico.
Nel giro di due settimane, infatti, si ridiscuterà a livello governativo la legge sul controllo del randagismo. le alternative sono due: è possibile che A TUTTI I SINDACI DELLA ROMANIA VENGA IMPOSTO DI UCCIDERE I CANI, INTERROMPENDO LE STERILIZZAZIONI. Oppure si farà marcia indietro sulle uccisioni e si opterà per le sterilizzazioni in collaborazione con le associazioni.

Se venisse scelta la prima strada sarebbe la fine del nostro progetto e sarebbe una tragedia immensa per tutti quei cani rumeni che finora sono rimasti protetti dal nostro lavoro e da quello di pochi altri.

Grazie,
Sara Turetta

Bucarest: la situazione precipita

Monday, March 13th, 2006

1 Febbraio 2006

Il consiglio comunale di Bucarest si è riunito stamattina. I provvedimenti anti-randagio preannunciati sono stati approvati. 3 giorni nei canili pubblici e poi eutanasia. Massimo 1 cane adottato per cittadino. 500 euro di multa se il cane adottato viene ritrovato in strada. La tv continua a mostrare scene agghiaccianti: donne che piangono e cercano di fermare gli accalappiacani. Altre applaudono dalla finestra gridando “Ammazzateli tutti”. Altri ancora lanciano bottiglie sulle auto degli accalappiacani, insultandoli. La stesse scene di 5 anni fa. Giorno e notte le lugubri camionette setacciano la città . 1500 in 3 giorni. Sono stati catturati e sono già tutti morti. Non posso trasmettervi il senso di impotenza che attanaglia me e tutti coloro che qui amano gli animali. Di vera disperazione. Ci sembra di impazzire. Andreea, che lavora per me, è arrivata in lacrime al nostro appuntamento. Un vicino aveva ucciso a calci 3 degli 11 cuccioli nati da una cagna che tutti proteggevano, ma che non si era riusciti a sterilizzare. Ne è nata una rissa, ma i 3 cuccioli sono morti. L’uomo gridava “Devo proteggere la mia vita! Questi mi ammazzeranno appena crescono!”.
Scene come queste si stanno ripetendo in tuttta la capitale, soprattutto in periferia, dove la situazione è più esplosiva e il tessuto sociale più degradato.
L’unica differenza, rispetto a 5 anni fa, è il cambiamento dell’opinione pubblica, almeno analizzando i sondaggi: circa il 55% è contrario alle uccisioni, il 45% favorevole. Nel 2001 i favorevoli erano la grande maggioranza. Cosa è successo?
Sicuramente c’è stato un risveglio delle coscienze e un lieve cambiamento della mentalità . Ma il fallimento della strategia dello sterminio è sotto gli occhi di tutti. Non c’è stato nessun impegno sul fronte sterilizzazioni, e i cittadini stanno aprendo gli occhi. Così non si
risolve nulla. Le autorità veterinarie della capitale parlano di cliniche mobili e programmi di sterilizzazioni. Ma non vi è nulla di concreto. Si sa solo che nel 2005 si sono spesi 2 milioni di euro per uccidere i cani a Bucarest. La cifra ovviamente viene contestata, modificata, raddoppiata ad ogni articolo di giornale. Si tratta comunque di una somma enorme, ingiustificata e soprattutto inutile. E in grado di chiudere la bocca a tutti coloro che  credono che uccidere costi meno che sterilizzare e che per questo un paese povero come la Romania abbia scelto tale strada. Quei 2 milioni di euro utilizzati altrimenti avrebbero prodotto grandi risultati, duraturi e reali, se le autorità  fossero realmente interessate a risolvere il problema.
Stiamo cercando di fare posto nel rifugio di Cernavoda per ritirare con urgenza cani in pericolo di vita. E stiamo cercando di acquistare un camper per realizzare, con l’aiuto della Fondazione Dutch Puppy, una clinica mobile. Vi aggiornerò al più presto.
Sara Turetta – Bucarest

157 cani e gatti salvati dalla morte o da una vita di stenti in Romania

Monday, March 13th, 2006

Siamo lieti di comunicare ai nostri amici e sostenitori i dati relativi alle adozioni di cani e gatti rumeni nel 2005.
Per completezza, abbiamo suddiviso i dati in base ai paesi. Se in Italia gli enti che ci aiutano a trovare famiglie per i nostri cani sono almeno diversi (Apar di Busto Arsizio e di fagnano, Lega del Cane di Bibiana, Bastardini e pochi altri), in Svezia, Olanda e Svizzera abbiamo un singolo referente: la svedese Hundhjalpen (www.hundhjalpen.se), di cui vi invitiamo a visitare il sito alla pagina HENCOMNA HUNDARNA, che mostra tutti i cani a cui è stata assegnata una famiglia. Troverete 91 randagi adottati nel 2005, perchè ai 75 rumeni si aggiungono 16 italiani sottratti a canili lager o ad allevatori che intendevano sopprimere alcuni esemplari. Per i criteri di adozione e un approfondimento della situazione svedese vi rimandiamo al sito www.savthedogs.it, sezione collaborazioni internazionali.
Crediamo che i numeri che vengono forniti e le foto dell’unico canile svedese (gestito da una storica associazione, Hundstallet) dicano più di mille parole. Per ulteriori riflessioni sul tema delel adozioni all’estero, potete scaricare la Neswsletter numero di novembre di Save the Dogs (www.savethedogs.it.)
In Olanda abbiamo la delegazione olandese di Save the Dogs (www.savethedogs.nl), mentre in Svizzera ci sono state alcune adozioni occasionali legate a 3 volontarie che hanno trascorso un periodo in Romania.
ATRA , il nostro partner Svizzero, ha collaborato con le volontarie per verificare il buon esito delle adozioni.

CANI

ITALIA 50
SVEZIA 75
OLANDA 16
SVIZZERA 13

TOTALE 143 cani

GATTI

ITALIA 13
OLANDA 1

TOTALE GATTI 14

TOTALE GENERALE: 157

Il secondo team UNISVET in Romania: il racconto del prof. Gaetano Oliva

Monday, March 13th, 2006

Cominciamo dalla fine, dall’autobus che ci porta dall’aereoporto di Brescia, dove siamo appena atterrati, fino a Milano, tappa finale del nostro viaggio.
Si respira un’atmosfera strana, nessuno ha voglia di parlare: guardo Carlo che fa finta di sfogliare un quotidiano italiano, il primo dopo otto giorni, guardo gli altri, tutti distratti, persi nelle immagini che già affollano le nostre menti. Si, ognuno sta pensando alle stesse cose: a Cernovoda, al canile, a Sara, alle facce incontrate, ai paesaggi, alla voglia di tornare…Ci presentiamo, siamo il secondo gruppo di veterinari italiani partiti per la Romania per il progetto “Cani Bucarest”: Andrea Dorcaratto (milanese, capo spedizione), Marco Longo (milanese, driver ), Speranza Conti (marchigiana, unica donna del gruppo e per questo subito beniamina), Carlo Carloni (toscano, per tutti noi “Carlone”), Gaetano Oliva (salernitano, partenopeo di adozione e scrittore di questo breve resoconto). Unico componente non veterinario Antonio, figlio di Carlo, fotografo ufficiale della spedizione. All’aereoporto di Bergamo, ritrovo per la partenza, l’aria è un po’ strana, un misto di eccitazione e curiosità . Arriviamo a Bucarest nel primo pomeriggio di sabato 1 ottobre e
già , nell’attesa del treno che ci avrebbe portato a Cernovoda cominciamo ad avere un’idea del nostro soggiorno rumeno: alla stazione, infatti, è facile vedere, perfettamente mescolati ad una folla di persone eterogenee per tratti somatici e condizione sociale, diversi cani randagi liberi di scorazzare tra i binari. Sara Turetta, la volontaria italiana che ha ideato e dirige il progetto “Cani Bucarest” comincia a descriverci le ragioni della scelta che l’hanno condotta in Romania ad occuparsi di randagismo, Così, le due ore di viaggio che separano Bucarest da Cernovoda passano in un lampo; certo, ogni tanto, qualcuno di noi lancia uno sguardo fuori dal finestrino per guardare i tristissimi palazzi della periferia di Bucarest o per farsi rapire da campi sconfinati, quasi mai coltivati, attraversati come un nastro d’argento dalle anse del Danubio. Ma è un modo per distrarsi, un tentativo di evadere per un attimo dal mare di sensazioni che il racconto di Sara provoca in noi. Si parla delle ragioni che hanno condotto questo Paese ad avere un numero sterminato di cani randagi, le stesse che ne hanno condizionato il collasso socio-economico da cui con fatica, e probabilmente in periodo molto lungo, potrà tirarsi fuori. Non dimenticheremo mai l’arrivo a Cernovoda: la luce fioca di un piccolo caseggiato chiamato pomposamente biglietteria/sala d’attesa riesce a farci vedere a stento le facce sorridenti dei volontari del canile che ci accolgono con gioia, circondati da alcuni cani che scodinzolano festosi. Nonostante il buio, l’inevitabile stanchezza e la fame siamo voluti andare subito al canile
per conoscere il nostro campo di lavoro. La visita alle strutture ci fa rendere subito conto di quanto sia stato grande il lavoro di Sara: tre stanze adibite a ricoveri con gabbie ben pulite ed opportuna separazione dei cani potenzialmente infettanti, il tutto corredato di schede cliniche per ogni cane/gatto ricoverato; un’antisala, uno studio per visite cliniche, urgenze mediche e preparazione dei pazienti chirurgici e, con nostro grande stupore, una piccola sala chirurgica equipaggiata con attrezzature di base! Felici e già vogliosi di mettersi al lavoro, veniamo accompagnati nella struttura che ci ospita, l’Ospedale Civile di Cernovoda, dove il Direttore, ovviamente amico di Sara come quasi tutti qui in città , ha messo a disposizione per noi due camere solitamente non utilizzate. Non ringrazieremo mai abbastanza tutto il personale dell’Ospedale per l’accoglienza e la disponibilità che ha reso più confortevole il nostro soggiorno a Cernavoda. Da quel momento le giornate sono passate in modo abbastanza regolare. Alle 8 del mattino tutti stretti in una vecchia “Dacia” degli anni ’70 (un “miracolo” viaggiante) e, grazie all’abilità del nostro driver Marco, di “corsa” al canile distante alcuni chilometri, non senza però esserci opportunamente rifocillati in un piccolo spaccio diretto da un vecchietto con baffi di stampo staliniano. La cosa che ci colpisce subito è il fatto che la gente che ci vede passare, o con cui ci fermiamo a parlare (gesticolare) durante i nostri acquisti, sembra conoscerci da sempre; il modo di trattarci fa subito capire come il canile, e tutto ciò che ruota intorno ad esso, sia ormai parte integrante del tessuto sociale della città e come ormai Sara sia una di loro, rispettata anche da chi non comprende le ragioni della sua presenza in Romania. Anche all’esterno il rifugio appare ben strutturato, con ampi spazi e buona divisione dei cani ospitati, tutti sterilizzati. Il nostro lavoro è ben organizzato fin dal primo giorno: Andrea e Marco fissi in sala chirurgica per le sterilizzazioni dei cani e le urgenze chirurgiche (traumatiche soprattutto), Carlo e Speranza si occupano della sterilizzazione dei gatti e delle terapie dei cani ricoverati insieme a Beatrice ed Aurelian, i due giovani colleghi rumeni che lavorano presso il canile ed io a gestire le visite dei cani/gatti degli abitanti di Cernovoda che richiedono assistenza al canile, oltre che a fungere da jolly per aiutare chi al momento ne avesse bisogno. In più, il mio compito è quello di fornire alcuni dati di laboratorio per ogni cane visitato/operato sfruttando un kit per esame delle urine, una centrifuga ed un microscopio di buona fattura in dotazione da pochi giorni al canile, con l’aiuto di una buona dose di “sapersi arrangiare” tipicamente partenopea!!! I cani e i gatti da sterilizzare vengono catturati incessantemente da Mihai, un dipendente del canile che tutti i giorni esplora i quartieri di Cernovoda e l’immediata periferia alla ricerca di randagi che, il giorno dopo l’intervento, dopo accurato controllo clinico, vengono marcati e rimessi in libertà. C’è da sottolineare, comunque, che anche molti proprietari vengono al canile a richiedere la sterilizzazione del proprio animale. Così organizzati siamo riusciti ad eseguire più di 70 sterilizzazioni, alcuni interventi chirurgici su neoplasie diagnosticate con esame citologico e numerose visite internistiche, alcune delle quali corredate da diagnosi eziologica (babesiosi; ehrlichiosi).
Ma più del pur prezioso lavoro veterinario, ciò che rende unico il viaggio a Cernovoda è tutto ciò che insieme abbiamo vissuto: come dimenticare la “pizza margherita” del ristorante turco, il portare il cibo di notte ai randagi che popolano il porto/canale della città, le “visite” furtive alla centrale nucleare (si, Cernovoda è purtroppo famosa anche per questo), la vodka “Draculian” bevuta di sera vicino ad una statua di Biancaneve, la gita a Costanza, sul mar Nero, la serata passata a Bucarest e la bellezza delle ragazze rumene tutte più grandi della loro età, le risate per le barzellette napoletane, il clima di “fratellanza” tra di noi e con gli amici rumeni, la commozione per un cane salvato e la tristezza per quelli che non ce l’hanno fatta, la miseria di alcuni quartieri e la ricchezza sfrontata di alcuni che sfrecciano in macchine troppo costose lo stupore degli zingari della Comunità Rom per l’incoscienza di Sara e di alcuni “poveri fessi” italiani che girano nel loro quartiere cercando di convincerli a non abbandonare i cani e comunque a sterilizzarli, gli occhi neri dei loro innumerevoli bambini alla vista di dottori in camici verdi…
Quando ci abbracciamo per salutarci a Milano, gli occhi di tutti sono lucidi. Sulle labbra una sola promessa: torneremo